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gli Artisti

Bernalda > Pinacoteca comunale
Ugo Annona
(Napoli 1925 - Matera 1992)
pittore italiano

"Paesaggio", 1990 (Olio su tela, cm 70 x 50)

Diplomato all'Istituto d'Arte di Napoli, risiede a Matera dal 1951 e negli anni Cinquanta e Sessanta è una figura di rilievo nella pittura materana.
Negli anni Sessanta elabora una serie di opere pittoriche "gli angoli nascosti dei Sassi". In queste tele, monocromatiche per concentrare l'attenzione sulle forme, Annona ricerca il lato espressivo di quella realtà fissata nel tufo.
Tutta la sua pittura è il risultato di una faticosa interpretazione dell'aspetto percettivo nella dialettica tra realtà e coscienza. L'artista, infatti, per raggiungere i vertici dell'espressività, libera la realtà da ogni esperienza acquisita o immediata e nello stesso tempo realizza un'operazione pittorica svincolata da ogni regola e caratterizzata dai colori netti (con tinte poco soffuse) e da linee essenziali.
Joseph Beuys
(Krefeld 1921 - Dòsseldorf 1986)
artista tedesco


"L'artista mentre tiene una delle sue lezioni", 1980.
(Tecnica mista su carta, cm 35 x 50)

Tra i più importanti esponenti dell'Arte Concettuale, fu anche impegnato politicamente in difesa della democrazia e dell'ambiente. Dopo aver partecipato alla seconda guerra mon-diale come pilota, studiò pittura e scultura all'Accademia di Dòsseldorf ove, dal 1961, inse-gnò scultura.
Lo resero celebre le sue teorie sul concetto di Arte allargata, (intesa come strumento rivo-luzionario nella società perché l'arte è creatività, ossia scienza della libertà, perciò tutti so-no e devono diventare artisti), le mostre dissacranti, le sculture realizzate con materiali in-soliti, gli happening, più che in patria, all'estero e, soprattutto negli Stati Uniti, dove nel 1979 fu allestita una grande retrospettiva al Guggenheim Museum di New York.
Beuys attuò anche opere più tradizionali, tra cui molti disegni ed acquerelli e, nel 1980, nello studio calcografico "Sebaste-Carella" di Bernalda, realizzò otto incisioni su lastre di zinco.
Antonio Castaldo
(Padova 1916 - Potenza 1997)
pittore italiano

"Paesaggio lucano", 1960 (Olio su cartone, cm 73 x 50)

"Porticciolo di Muggia", 1960 (Olio su tavola, cm 40 x 30)

Antonino, per gli amici, frequentò a Potenza l'Istituto Magistrale. Compì la sua prima forma-zione artistica a Torre del Greco, dove fu allievo dell'artista russo Nicolas De Corsi. Dagli anni '40 aderì al linguaggio espressionista, guardando la natura con razionalità.
A Potenza le frequentazioni con i pittori Giocoli, Masi, Claps lo spinsero a nuove ri-cerche.
Viaggiando per l'Italia conobbe Morlotti, Guidi, Zancanaro, Afro, Bassaldella. Pur avvicinandosi alla pittura informale astratta, il suo linguaggio restò inalterato, tranne per un rinnovato plasticismo e una forte vitalità.
Le sue opere sono pregne di storia e di cultura lucana.
Remigio Claps
(Avigliano "Potenza" 1911 - Potenza 1985)
pittore italiano

Natura morta", 1961 (Olio su compensato, cm 42 x 37)
Collezione di Gennaro Claps

Figlio di Tommaso magistrato, scrittore e storiografo, frequentò il Liceo artistico a Napoli e poi si diplomò in pittura all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Insegnò storia dell'arte, anche se per poco tempo, al Liceo classico di Potenza.
Le sue prime composizioni artistiche erano ispirate a paesaggi toscani secondo lo stile dei macchiaioli, come lui stesso sosteneva. Successivamente dipinse il paesaggio aviglianese, le nature morte, fatte d'oggetti comuni e la periferia della città di Potenza, trasfondendo sulle tele tutta la sua anima di sognatore.
Può essere considerato un caposcuola della più sincera pittura lucana per il suo inconfondibile linguaggio realistico.
Vincenzo Claps
(Avigliano "Potenza" 1913 - 1975)
pittore italiano

"Paesaggio lucano", 1960 (Olio su faesite, cm 62 x 50)
Collezione Amministrazione Comunale di Avigliano

Proveniente da una povera famiglia artigiana, scoprì la sua predisposizione all'arte durante un corso di disegno geometrico e ornato organizzato dalla "Società Operaia di Mutuo Soccorso" ad Avigliano. Successivamente, con l'aiuto del principe Doria, frequentò il Liceo artistico e la R. Accademia di Belle Arti di Firenze.
Il pittore Rosai fu uno dei primi a riconoscere le sue qualità artistiche, assegnandogli il premio "Hollander".
L'artista, per le sue opere, s'ispirò al mondo contadino della fatica e della sofferenza da cui proveniva e volle superare la negatività della miseria psicologica che dominava nella sua gente. Il suo rigore formale, però a volte, danneggiava la freschezza e la carica umana. Vincenzo Claps mise l'arte a servizio dei poveri e non della mondanità, proponendo un valore morale e religioso della vita.
Gerardo Corrado
(Potenza 1936)
pittore italiano

"Sposalizio campestre", 1996 (Olio su tela, cm 81 x 61)

È l'artista del reale, allievo dei pittori potentini Giocoli e Masi. In età giovanile, alcune opere presentate a Nizza, in un confronto internazionale, suscitano l'interesse di Picasso.
Durante il periodo in cui insegna presso il carcere giudiziario minorile di Potenza, il suo realismo giottesco subisce una deformazione verso il grottesco e l'ironico: trasferisce nella sua pittura l'arte soggettiva dei minori e degli handicappati..
Nel 1966 si trasferisce a Roma. Nella periferia romana, tra sviluppo e sottosviluppo, nascono le opere sull'emarginazione e il disadattamento. Non cessa, però, i legami con la sua terra: dipinge sui temi della civiltà contadina e del suo ruolo nel contesto urbano.
Le ultime ricerche sono indirizzate a cogliere il microcosmo vivente, gli elementi del paesaggio come l'ambiente che contiene l'uomo, perché il suo scopo è quello di eliminare le disparità fra città e campagna.
Vincenzo De Filippis
(Grottaglie "Taranto" 1935)
scultore ed incisore italiano

"Magna Grecia", 1995 (Terracotta, cm 35 x 62 x 50)

Frequenta l'Istituto d'Arte e conclude i suoi studi al Magistero Artistico a Napoli, dove conosce e frequenta ambienti artistici di rilievo.
Ha insegnato modellato all'Istituto d'Arte di Grottaglie; è stato per 11 anni (dal 1975 al 1986) Preside dell'Istituto d'Arte di Potenza.
Nello stile di quest'artista si può notare l'influenza di Arturo Martini.
Il suo percorso artistico si è sviluppato in due aree d'esperienze: la grafica e la terracotta. Ha realizzato sculture in terracotta (elaborata nelle varie attuazioni) e in bronzo, nelle cui composizioni sono ravvisabili la solarità mediterranea e il cromatismo proprio della sua terra; e si evince la sua profonda meditazione interiore sulla drammaticità della vita.
Sue opere scultoree importanti si trovano in varie collezioni pubbliche e private.
Ha effettuato il logo della "Pinacoteca Comunale d'Arte Moderna Bernalda-Metaponto"
Amedeo D'Elia
(Bernalda "Matera" 1908 - 1955)
pittore italiano

"La cavalcata", 1950 (Olio su compensato, cm 60 x 38)


Autodidatta. I suoi maestri furono Cosimo Sampietro e Bernardino Marsicano.
Viaggiò, insieme ad altri artigiani bernaldesi, per l'Italia e visitò musei e gallerie per cui conobbe le correnti artistiche allora emergenti.
Le sue opere, oli e disegni, rivelano una romantica e spiccata personalità di osservatore del mondo ed evidenziano un linguaggio felicemente equilibrato della natura e delle indicazioni simboliche.
Contribuì alla decorazione del 'Pidocchietto', (ex convento francescano ed ora sala "Incontro") e del transetto della Chiesa Madre.
Franco Di Pede
(Matera 1937)
pittore italiano

Il Sasso ", 1971 (Olio su tela, cm.35 x 50)

Compie i suoi studi formativi all'Accademia di Belle Arti a Napoli. Estrinseca i suoi interessi artistici in pittura, scultura, arredamento e design. Ha condotto una ricerca sul linguaggio e il sistema dell'arte, ravvisando una possibile funzione dell'arte nel contesto urbano.
Fu tra i primi, negli anni '60, ad esprimersi in un linguaggio astratto-geometrico, anche con materiali alternativi, come il tufo, il ferro, la stoffa ed altro. La sua attrazione verso la cava di tufo risale all'infanzia, (vissuta a Matera a stretto contatto con le incisioni parietali dei Sassi) e la rappresenta in una visione di grigi. Le sue opere vogliono essere un recupero delle immagini che appartengono ala memoria collettiva del popolo lucano, un omaggio al duro lavoro e al rapporto con la natura. I segni acquistano un valore di geroglifici trasferiti nella geometria e costituiscono per l'artista un input per la creazione di nuovi geroglifici.
Per Di Pede punti cardini del segno rifatto sono: la mente e il cuore, che danno alla geometria essenziale della terra il suo significato trascendentale che si può chiamare Dio.
Marino di Teana
(Teana "Potenza" 1920)
scultore italiano

"Monumento in piazza", 1988 (Acquaforte, cm 35 x 50)

All'età di sedici anni emigrò in Argentina. A Buenos Aires compì gli studi alla scuola "Salguera", al "Circulo de Bellas Artes" e alla scuola di Belle Arti "E. de La Carcova".
Nel 1953 si stabilì a Parigi, ove attualmente vive e lavora.
Francesco Marino (questo à il suo nome) è uno dei maggiori scultori contemporanei che hanno segnato una svolta nella visione dello spazio e del volume, dei punti d'equilibrio e del centro di gravità.
Ha realizzato molte sculture monumentali, sempre con rigore di rapporti spaziali (per lui lo spazio è concretezza), che si trovano in piazze d'Europa o in importanti istituzioni museali come: il Museo d'Arte Moderna di Parigi, la "Moderne Gallerie des Saarland Museums" di Saarbrucken in Germania e il Museo Civico di Padova.
Ama la Basilicata e pensa di ritornare un giorno a vivere definitivamente nella sua terra.
Rocco Falciano
(Potenza 1933)
pittore italiano

"Iris e Frutta", 1997 (Cartone telato, cm 40 x 50)

Autodidatta. Realizza la sua prima formazione artistica a Potenza nel gruppo dei pittori lucani che nel dopoguerra aderiscono al movimento realista.
Nel 1961 si trasferisce a Roma: lavora nello studio dello scultore Marino Mazzacurati e conosce il pittore Ettore de Conciliis, compagno d'esperienze nelle pitture murali.
Artista di forte impegno politico, è inserito negli anni Sessanta e Settanta nell'attività pittorica di gruppo e di rappresentazione pubblica con pannelli e murales nelle piazze e nei centri di diverse comunità. È tra i fondatori del "Centro d'Arte Pubblica Popolare" di Fiano Romano per la pittura murale.
Successivamente, nel 1976, ritorna a dipingere: paesaggi, nature morte, interni, luoghi della vita quotidiana. Nei disegni a pastello o ad acquerello si nota una finissima cromia e l'immagine ricostruita diventa linguaggio di comunicazione..
Nino Fortunato
(Montalbano Jonico "Matera"1931 - Matera 1988)
pittore italiano

"Le tre grazie", 1982 (Tecnica mista, cm 44 x 29)

Artista autodidatta, s'interessò alla pittura e alla grafica. Studioso dell'inconscio, lo visualizzò con immagini di rottura fra interiore ed esteriore fondendo meditazione e vita.
Nelle sue opere si notano riferimenti alla protesta sociale e alle ossessioni, all'ansia e al mutamento del vivere, al risentimento morale e ai ricordi di un'intimità ferita.
Nino Fortunato fu un artista dalla tecnica variegata che si servì di diverse tipologie di materiale e spesso aggiungendo velature di colore. Il suo stile mutevole passava dal dinamismo all'armonia del segno.
Il suo genere escludeva il figurativo, poiché lo riteneva superato dalla fotografia. Può essere considerato un antesignano delle avanguardie pittoriche in Basilicata.
Luigi Guerricchio
(Matera 1932 - 1996)
pittore e incisore italiano

"Natura morta", 1984 (Olio su tela, cm 40 x 30)
Collezione Vito Di Benedetto

Studi Classici. Frequenta la "Scuola del nudo" a Napoli e fa parte del movimento dei "Giovani realisti napoletani". A Milano frequenta l'Accademia di Brera. È amico di Rocco Scotellaro e Carlo Levi. A Salisburgo opera negli studi di Manzù e Kokoschka.
Rientrato a Matera, lavora nel suo studio e guarda i Sassi, di cui dipinge tetti, immagini e scene di vita quotidiana.
In genere, i quadri di Luigi Guerricchio raccontano il mondo meridionale dipinto da un artista con educazione classica, per cui si nota il senso della drammaticità e non del populismo. Le sue opere hanno un aspetto storico documentario ed hanno l'impronta di un passato e di un presente ancora vivi, che s'innestano nell'espressionismo neo-umanistico attuale, apportando qualcosa di nuovo.
Bravissimo incisore, ha illustrato innumerevoli testi di scrittori e poeti.

Aldo La Capra
(Potenza 1925 - 1986)
fotografo italiano

"Paesaggio", 1950 (Foto, cm 40 x 30)

Consulente della Kodak e della ILFORD, ha effettuato rilevazioni fotografiche aeree per conto delle Soprintendenze Archeologiche della Basilicata, di Napoli, di Salerno e Benevento e della Calabria.
Suoi contributi di ricerca e documentazione fotografica corredano numerose pubblicazioni di carattere artistico, storico archeologico, turistico: dai libri ai manifesti, dalle guide alle riviste, dalle enciclopedie alle edizioni pregiate.
Le immagini fotografiche di Aldo La Capra propongono inquietanti alterazioni di stereotipi che sono nell'immaginario collettivo.
L'artista, nelle sue foto, ha creato forme d'assoluta purezza: sfrondandole di tutto ciò che non è essenziale e arricchendole di pregnante e magica ambiguità del segno primordiale non espressamente figurativo.
Cosimo Lerose
(Montalbano Jonico "Matera" 1939)
pittore italiano

"A/N N 145", 1992 (Tecnica mista su tela, cm 60 x 80)


È allievo di Raffaele Sgrò a Montalbano Jonico. Poi si trasferisce a Verona, dove vive e lavora dal 1960.
Pittore di ricerca e d'esperimento, d'analisi e di verifica, di metodi e proposte di soggetti, realizza ogni sua opera con una figurazione autonoma.
Lerose è pittore figurativo d'immagini e di tessiture d'immagini. La lettura dei suoi quadri è a doppio, triplo e quadruplo fondo: l'immagine è scomposta e ricomposta e impone un obbligo d'analisi che non è solo ottico.
La sua pittura resta una scrittura di segni dove solo la distorsione, lenta e continua, segnala una traccia senza raggiungere mai l'avvenimento; è un ordine senza soluzione di continuità, è percezione e geometria, è calcolo e scatto di fantasia.
Attraverso i segni Lerose narra l'antica vicenda del caos che cerca la forma e ci rimanda al mistero del cosmo.
Donato Linzalata
(Genzano di Lucania "Potenza" 1942)
scultore e incisore italiano

"Totem", 1980 (Legno, cm 220 x 21 x 21)

Diplomato all'Istituto d'Arte di Bari, si è formato all'Accademia di Belle Arti a Napoli, alla scuola di Emilio Greco.
Le sue sculture, sin dagli esordi, hanno seguito una comune trama d'idee e di segni che si sviluppano dentro la "verticalità dello spazio". L'artista sa ben dosare gli spazi, è altamente complesso sul piano della proposta formale e sa coniugare da sempre le proposte dello sperimentalismo d'avanguardia con le motivazioni più alte dell'arte del Novecento.
I suoi lavori ricordano vagamente l'arte etnica dell'Africa, dell'America, dell'Australia, o l'arcaico e il primitivo che in ciascuno di noi; ma in loro si legge sempre il processo evolutivo dell'umanità, fino alla visione del terzo millennio.
La sua arte ha ottenuto numerosi riconoscimenti non solo in Italia, ma anche in Svizzera, Brasile, Canada.
Nel 1976 è stato tra gli artisti fondatori della "Scuola Libera di grafica" a Matera.
Carlo Levi
(Torino 1902-1975)
pittore italiano

Allievo di Casorati, affascinato dalle opere dei "fauves", di Modigliani e di Soutine, confermò la sua opposizione alla retorica del fascismo e della cultura ufficiale. Fu quindi condannato perché ebreo e attivista di Giustizia e Libertà al soggiorno coatto, in Basilicata. Durante gli anni drammatici (1935-36) del confino ad Aliano ebbe l'impatto col mondo contadino, chiuso nella sua apparente immutabilità che ritrasse in forme di monumentale elementarità e che descrisse nel suo famoso libro Cristo si è fermato a Eboli.
Le opere di Carlo Levi sono una testimonianza comunicativa e di partecipazione di un intellettuale borghese e progressista in una situazione inedita, che fa leggere negli occhi dei contadini la fiducia nella vita.
Ad Aliano c'è il Museo Permanente di Carlo Levi, ove si possono ammirare molte sue litografie, mentre a Matera nel Centro Levi sono esposte le opere realizzate in Basilicata.
Lorenzo Corrado
(Arnesano " Lecce" 1926)
pittore italiano

"Terra dei Calanchi", 1970
(Tecnica mista su compensato, cm 71 x 77)

Studi classici, medico. Fonda, nel 1968, "Il centro ricerche estetiche Novoli", sviluppando studi d'arte concettuale. Successivamente conduce una ricerca sui tessuti per il recupero dei valori culturali popolari e realizza un'indagine su "Arte e Ambiente".
Nel 1979 pubblica "Uomo Natura" e fonda l'Associazione culturale "Piccolo Museo Novoli".
Dal 1980 svolge una ricerca sul territorio e realizza opere su cartapesta (calchi), rilievi di forme presenti in natura. Poi opere in terracotta e cartapesta in cui il tema della natura e il concetto dell'Arte come modo di conoscenza è affrontato nei binomi: matematica e mate-ria, ordine e casualità.
Dagli anni Sessanta frequenta e lavora in Basilicata, ove ha molte conoscenze nel campo dell'arte.
Bernardino Marsicano
(Bernalda "Matera" 1874 - 1950)
pittore italiano

"Tavole Palatine", 1930 (Olio su legno, cm. 45 x 24)
Collezione Russo Carmela Maria


Autodidatta. Cresciuto in una famiglia di falegnami, intraprende anch'egli in un primo periodo questo mestiere. La costruzione del mobile, però, non soddisfa il suo senso artistico, perciò passa agli intagli di fiori, frutta, foglie.
A giovinezza inoltrata emigra in Francia, dove lavora presso un mobiliere, come intagliatore. Durante il soggiorno francese si pensa abbia frequentato un corso di specializzazione in pittura presso un'Accademia di Belle Arti; per questo sono spiegabili le tecniche pittoriche, la raffinatezza cromatica, il plasticismo che si notano nelle opere pittoriche di fiori, frutta, foglie e paesaggi.
La produzione artistica di Marsicano, non troppo vasta, è caratterizzata da un generale senso armonico associato ad un cromatismo brillante e deciso inerente al reale di certa pittura francese, fine '800.

Antonio Masini
(Calvello "Potenza" 1933)
pittore e scultore italiano

"Memorie in controluce", 1998  (Olio su faesite, cm 91x 80)

Laurea in giurisprudenza; maturità artistica all'Accademia di Belle Arti di Napoli.
Dopo le prime esperienze meridionalistiche aderisce alla nuova figurazione con una ricerca tesa verso la realtà sociale. Poi si orienta a scoprire le fonti del mito attraverso la poesia dei classici.
Negli ultimi anni ha dedicato ampio spazio alla scultura in bronzo, ferro e cemento armato.
Nella ricca produzione del Masini è ravvisabile il grande amore per la sua terra, la sola che fa riscoprire il senso e il valore della vita. Frutto di una profonda macerazione creativa, la realtà rappresentata non si risolve nelle aride presenze del quotidiano, ma palpita di tensione metafisica. La forma lascia parlare l'immaginazione del pittore offrendoci visioni allucinate dalla forte carica simbolica espressa sulla tela con la violenza espressionistica del colore, della luce e del movimento.
Ortega Josè
(Arroba de Los Montes "Castiglia" 1921 - Parigi 1990)
pittore spagnolo

"La madre", 1986 (Acquaforte, cm 33 x 60)


Fondatore del gruppo "Estampa Popular", condannato a morte dal regime franchista, costretto a vagare per l'Europa, negli anni Sessanta viene a Matera e s'innamora della città dei Sassi.
Artista ricercatore d'antiche tecniche, scopre a Matera la terracotta e la cartapesta e lavora nelle botteghe artigianali realizzando opere importanti, esposte anche alla Biennale di Venezia.
Josè Ortega usa, come colore dominante, il grigio biancastro, somigliante al calcare dei Sassi materani, visti come memoria storica degli usi e costumi della gente contadina.
Rientra a Madrid nel 1976, dopo 16 anni d'esilio, ma torna a soggiornare e a lavorare per lunghi periodi a Roma, a Matera e a Bosco (Salerno).
Walter Piacesi
(Ascoli Piceno 1929)
incisore e pittore italiano

"Interno lucano", 1960 (Incisione, cm 70 x 50)


Ha compiuto i suoi studi all'Istituto d'Arte di Urbino e all'Accademia di Belle Arti di Firenze.
Negli anni Settanta ha occupato la cattedra di tecniche dell'Incisione all'Accademia di Belle Arti di Firenze.
La sua produzione artistica, permeata da sarcasmo, spazia particolarmente nelle attività incisorie in cui sa unire mestiere e fantasia, tecnica ed osservazione, agilità grafica e umo-ri creativi. L'artista trova il suo campo d'azione nel mondo della realtà e dà vita e rilievo ad un'umanità brulicante, servendosi appunto della deformazione realistica quale diretto ed efficace mezzo d'indagine e di conoscenza. Si tratta di opere nate da una sorta di diario di viaggio, illustrato diversamente da come lo s'intende in genere. Egli ama la vita e tra-smette nelle sue opere, una speranza di salvezza.
Negli anni Cinquanta ha insegnato in provincia di Potenza.
Cosimo Damiano Sampietro
(Roccaforzata "Taranto" - Bernalda 1949)
pittore e fotografo italiano

"L'Annunciazione". (Olio su tela, cm 177 x 115)
Collezione eredi Fischietti

Trascorse la prima infanzia a Lecce ed ereditò dal padre l'arte del disegno. Autodidatta, visse nell'età giovanile del suo lavoro, dipingendo ritratti e Madonne. Verso il 1880, fu chiamato per decorare alcune stanze del "Palazzo Guida" a Bernalda dove poi si sposò e si stabilì definitivamente. Continuò a dipingere ad olio su commissione. Realizzò tele enormi per le chiese di Bernalda e d'altre città del Sud. I soggetti religiosi mostravano una qualità estetica in sintonia con la spontaneità creativa della scuola di Fontainebleau.
A Bernalda sono di notevole effetto, nella chiesa del Convento, le grandissime tele ad olio "La discesa dello Spirito Santo" e "Le anime del Purgatorio".
Ottimo ritrattista e paesaggista, Cosimo Sampietro arricchì le pareti di molte case ed ancora oggi in abitazioni private si possono ammirare paesaggi, volti sereni e tristi e Madonne.
Bernardino Santorsola
(Bernalda "Matera" 1907 - 1976)
pittore italiano

"Campagna di Metaponto", 1960
(Olio su vetro, cm 30 x 24)

Autodidatta. Apprende le sue conoscenze artistiche da un'attenta e meditata lettura di riviste d'arte e dalle frequentazioni di musei e gallerie, di diverse città italiane.
Era artigiano e viaggiava per necessità del suo commercio.
In un primo periodo ha dipinto ad olio su tela, su compensato e su legno: soggetti sacri, paesaggi, marine e composizioni floreali.
Poi ha realizzato la sua produzione artistica sul vetro, adoperando colori ad olio. Questa nuova tecnica pittorica evidenzia nelle opere un prezioso cromatismo e una minuzia di sfumature, in quanto il vetro gli dava la possibilità di dipingere con rara potenza espressiva e comunicativa.
Salvatore Sebaste
(Novoli "Lecce" 1939)
pittore e incisore italiano

"Fremiti di cosmo", 1996
(Tecnica mista, cm 103 x 78)


Diplomato all'Istituto d'Arte di Lecce, frequenta l'Accademia di Belle arti a Firenze e si perfeziona nelle tecniche incisorie alla scuola di Mario Leone a Bologna.
Fonda nel 1976, coadiuvato da altri amici artisti, "La Scuola libera di Grafica" a Matera.
L'artista ha conosciuto varie stagioni espressive della pittura, rimanendo fedele alla gran lezione del segno e del colore di questo secolo.
È un esperto sperimentatore della materia. La conoscenza dei vari linguaggi dell'arte contemporanea lo ha portato alle attuali soluzioni di masse cromatiche integrate da materiali diversi. Tecnicamente queste opere sono definite "papier collè" e papier- m­chè ed hanno sempre al centro l'uso della cartapesta. C'è inoltre negli ultimi lavori, un uso spregiudicato ed esaltante del fuoco, che fonde le diverse materie in un'unica realtà. Si tratta di un intervento di tipo astratto ed espressivo, che conferisce gran forza all'opera e richiama per certi versi, la tecnica dell'encausto da lui modificata fino a renderla diversa.
Salvatore Sebaste opera nell'editoria artistica. Suoi libri d'arte sono stati esposti a "The Museum of Modern Art" di New York e al "Museo Guggenheim" di Venezia.
Raffaele Sgro
(Bruzzano Zaffirio "Reggio Calabria" 1899 - Montalbano Ionico 1988)
pittore italiano
"Uliveto", 1978
(Olio su tela, cm 40 x 50)

La sua formazione artistica ha inizio a Trieste attorno al 1920 presso lo studio del noto pittore triestino Pietro Marussig. La sua attività pittorica riscuote consensi, prima a Reggio Calabria presso l'Accademia "Mattia Preti", poi a Palmi. Qui l'artista trova nell'impressionismo una nuova chiave interpretativa.
Contemporaneamente all'attività pittorica, si dedica all'arte della decorazione.
Nel dopoguerra, per motivi di lavoro, Raffaele Sgro si trasferisce a Montalbano Ionico (Matera), dove è maestro di Cosimo Lerose e d'altri giovani artisti lucani desiderosi d'apprendere l'arte del dipingere.
Profondamente suggestionato dalla cultura lucana Sgro dipinge paesaggi, nature morte, ritratti. Per la sua acuta intuizione del reale, si riconosce in Guttuso, maestro dell'Espressionismo.
Leonardo Sinisgalli
(Montemurro "Potenza" 1908 - Roma 1981)
poeta, disegnatore e incisore italiano

Autoritratto, 1978 (Acquaforte, cm 35 x 50)
Poesia visiva, 1978 (Acquaforte, cm 35 x 50)

È uno dei maggiori poeti italiani del '900 ma, sin da giovane, è direttore e collaboratore di varie riviste su cui pubblica cronache d'arte. Responsabile dell'ufficio tecnico dell'Olivetti inventa numerosi manifesti che suscitano l'interesse del pubblico milanese.
Nei primi anni '50 è "art director" della Pirelli e realizza un cortometraggio "Un millesimo di millimetro", premiato alla mostra del cinema di Venezia. Seguirà "Furor Mathematicus e Civiltà delle macchine", rivista da lui ideata e condotta. Nel 1955 organizza la mostra "arte e industria" alla galleria d'arte moderna a Roma. Consulente dell'AGIP, dell'ENI, dell'ALITALIA, realizza campagne pubblicitarie e mostre. Dei viaggi annota appunti e disegni. Noto l'opuscolo illustrato "Viaggio a New York".
Con l'andare degli anni si consolida l'abitudine al disegno e al ritratto. Espone, varie volte disegni, manoscritti e ritratti a Milano e a Roma.
Nel 1979 pubblica a Bernalda il volume di poesie "Come un ladro", con sue acqueforti, stampate nello studio calcografico Sebaste-Carella,
A Matera nel 1980 espone 45 pastelli a "Il Labirinto" e nello stesso anno fonda a Roma la galleria d'arte "Il Millennio", inaugurata con una sua esposizione di pastelli.

Italo Squitieri
(Potenza 1907 - Cortina d'Ampezzo 1994)
pittore italiano

"Attesa", 1992 (Olio su tela, cm 50 x 70)

Compie i suoi studi a Pavia e all'Accademia di Brera a Milano. In questa città conduce una vita piena di fermenti, tanto che per mettere ordine alle sue idee, ritorna spesso a Potenza e dipinge paesaggi e donne lucane. Spirito avventuroso e nomade, viaggia e soggiorna in tutto il mondo. A Parigi incontra Picasso, Coctean, Max Ernest ed Hemingway.
Rimane particolarmente affascinato sulle rovine di Petra che gli ricordano la città dei Sassi, la sua Lucania, perché, anche se ama definirsi cittadino del mondo, è un artista mediterraneo, lucano, solare.
La sua vicenda artistica si svolge per "cicli" e le opere risentono dapprima l'influenza degli impressionisti, poi dei futuristi.
A Cortina d'Ampezzo incontra Sironi e conosce il successo immediato: ritrae le donne più belle del mondo. Dipinge i grandi blocchi dolomitici e i "tabià" (grandi fienili delle valli alpine) con potenti volumi, generati dalle vaste superfici, disposte con sapienti elementi architettonici, atti a conferire alle composizioni forza dinamica.
Mario Surdo
(Brindisi di Montagna "Potenza" 1899 - Potenza 1991)
pittore italiano

"Paesaggio", 1950
(Acquerello su carta, cm.37 x 30)


Ostacolato dalla famiglia a seguire gli studi accademici in età giovanile, frequentò poi la "Famous Artistis School" ad Amsterdam, dove apprese la tecnica dell'acquerello, alla scuola di Beint Mankes e Frans Hollaardt.
Gli acquerelli di Mario Surdo sono di uno stile personalissimo, pregni di un ideale di bellezza e di raffinatezza estrema, al di fuori d'ogni ricerca naturalistica.
In essi viene tradotta l'atmosfera dei paesaggi lucani dipinti con tinte violente e vibranti, con ombre limpide e trasparenti, con luci terse attenuate dalla vegetazione lucana.
Ernesto Treccani
(Milano 1920)
pittore italiano

"Figura dorata", 1990 - (Olio su tela, cm 45 x 70)

Si formò nei gruppi d'avanguardia artistica, (diresse la rivista "Corrente" e nel 1978 creò la fondazione omonima) contro la cultura fascista.
Artista di forte impegno sociale e politico reinterpretò le esperienze del cubismo in uno stile chiaro e realista. Negli anni '50 s'interessò del mondo contadino calabrese conosciuto direttamente nei lunghi soggiorni a Melissa e delle periferie urbane; già frequentava la Ba-silicata, ospite presso una famiglia di contadini in agro di Metaponto.
Dal 1960 la sua arte assunse toni più lirici, autobiografici con una pittura d'elegante e deli-cata colorazione.
Nell'ultimo decennio ha operato in luoghi diversi: dalla campagna emiliana all'Italia meri-dionale (Metaponto, Policoro, Matera, Potenza), fino ai paesi dell'Ucraina.
Il suo dipingere con rapidità, pare esprimere una necessità di comunicare, di testimoniare, con una gran sicurezza di sé e dei propri mezzi, una complessa adesione alla realtà, un'espansa gioia di vivere, un senso d'illimitata libertà.
Tono Zancanaro
(Padova 1909-1985)
disegnatore, incisore, ceramista italiano

"Senza titolo", 1962 (China su carta, cm 27 x 20)


La polivalente e complessa attività artistica risente del suo umanitarismo sociale (mendi-canti, pensionati, operai, mondine, "carusi siciliani") e della polemica contro gli uomini e gli stati oppressori (il "Gibbo", satira contro il fascismo e i "Mostri palagonesi" contro il malco-stume, il sottogoverno, gli scandali finanziari).
In opposizione a questa mostruosa rappresentazione si ergono le immagini delle fanciulle, ritrovate nella mitica scoperta della cultura ellenistica e che sono metafore della possibile liberazione dell'uomo e dell'età felice nella prospettiva del futuro.
Tra i numerosissimi viaggi, sono di particolare rilievo quelli in Cina, in Sicilia e in Magna Grecia, dove soggiorna per lunghi periodi. Dagli anni Sessanta fino a pochi mesi prima della sua morte frequenta assiduamente Metaponto e l'antica Eraclea, nei cui musei tra-scorre ore ed ore a dipingere.
L'artista Zancanaro ha prodotto moltissimi disegni a china, incisioni, ceramiche sempre in-fluenzato dal surrealismo, dalla mitologia e dalla storia.
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