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Bernalda > Gli strumenti della civiltà contadina a Bernalda

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A Bernalda i soffitti di alcune case presentavano un aspetto meno rifinito, con l’armatura di canne spesso lasciata a vista. L’abitazione costituiva un ricovero, una difesa da ogni sorta di avversità e pericoli provenienti dal mondo esterno. C’erano anche diverse pratiche messe in atto all’esterno e all’interno dell’abitazione per allontanare le influenze negative con una serie di oggetti che si ponevano sulla facciata esterna delle case con funzione apotropaica, oltre alla presenza di immagini religiose murate sulla facciata esterna delle abitazioni con funzione protettiva, devozionale, identificativa e decorativa. Oggetto di particolari attenzioni erano appunto la facciata, il tetto e soprattutto il complesso porta-soglia, punto di transizione tra la realtà esterna e lo spazio protetto.

Il compito di arredare e corredare degli utensili necessari la casa spettava ad entrambi i coniugi al momento del matrimonio. Tra i mobili della casa assumevano un rilievo particolare le madie per il pane e le casse per il corredo, mobili-simbolo della casa che generalmente costituivano, insieme ai letti e ai sedili, gli elementi base dell’arredo tradizionale.

Accanto al focolare, simbolo della famiglia e luogo di raduno dei suoi membri, si trovavano vari tipi di accessori (alari, catene, treppiedi, graticole, molle, palette, soffioni, soffietti, spiedi) e recipienti per la cottura (paioli, pentole, padelle, e tegami in metallo, terracotta e pietra ollare). Erano presenti poi oggetti relativi alle attività della sfera alimentare: catini, colatoi, recipienti per il sale, taglieri, vasi per conserve, recipienti per il trasporto dell’acqua dalla fontana, fiasche e boccali per il consumo di liquidi in campagna e in casa, insieme ai rudimentali mezzi di riscaldamento (scaldini e bracieri) e di illuminazione (lucerne e candelieri).

La casa era il luogo del lavoro femminile: pulizia e manutenzione degli ambienti, preparazione degli alimenti, bucato, filatura, tessitura, cucito e ricamo costituivano, oltre alla cura dei figli, le principali attività femminili. Per svolgere tutto questo lavoro le donne si servivano di vari tipi di rocche, fusi, filatoi. Un grande catino di terracotta esemplifica il lavoro del bucato, occupazione che mette in relazione la casa con l’ambiente esterno (il lavatoio, la fontana, il fiume).

 
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