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Gli strumenti
della civiltà contadina a Bernalda


Ogni oggetto è una “storia”


Nelle pagine che seguono vengono presentati gli strumenti che i bernaldesi usavano nei lavori in campagna o nel proprio quotidiano domestico, seguendo per anni quelle regole che sanciscono l'evoluzione da uno stadio all'altro del ciclo vitale. Tali consuetudini sono sempre più spesso affidate ormai solo all'impercettibile filo della memoria, che si srotola lentamente fino ad assottigliarsi e scomparire. Conviene conservare tutto questo, affinché ciò che fu patrimonio culturale di una civiltà, sebbene mischiato molto spesso alla superstizione, non vada perso per sempre e possa rendere testimonianza all'uomo d’oggi della sua antica storia quotidiana. Una storia che ognuno si porta dentro, ma che è lontana dai grandi avvenimenti politici e dalle prime pagine dell’informazione, priva di spazio sui libri di testo, perché considerata minore, ma non per questo, però, meno sentita e meno notevole. Si è cercato di esaltare lo specifico dello strumento informatico (ipertestualità, interattività), rispettando la tradizione culturale contadina. La vita moderna è tanto dissimile da quella della civiltà contadina, poiché il nostro ritmo di vita, segnato dal tempo impersonale delle macchine, poco o nulla riconosce ad un tempo scandito e misurato sulla ciclicità delle stagioni, dove la vita stessa è assimilabile al tempo della terra: l'infanzia e la giovinezza per la primavera, l'età adulta della maturità per l'estate e la saggezza della vecchiaia per l'autunno e l'inverno. Per dirla con Raffaele Nigro:
“ … radici culturali e religiosità pagana convivono con l’inquietante percezione della fine della civiltà contadina e con l’avvento di una modernità spesso travestita da esclusiva ricerca consumistica, quando non inquinata dal diffondersi della delinquenza organizzata”.

Gli attrezzi di seguito riportati, quindi, hanno lo scopo di rispolverare le origini contadine di Bernalda. Si è pensato di fare una cosa gradita non soltanto agli anziani, che hanno trascorso la loro giovinezza nell'ambiente contadino e i cui volti sono segnati dal tempo e dalla stanchezza, ma soprattutto ai giovani, affinché possano capire i valori, gli affetti familiari, i sacrifici e la forza che hanno animato la civiltà contadina del passato. C’è qualcosa che noi stiamo perdendo irrimediabilmente! Le foto presenti nel sito serviranno a “raccontare” un’epopea al tramonto, ma anche i diversi sistemi di vita delle masse contadine diseredate. Non è una fredda ricostruzione museale, ma è un messaggio lanciato al futuro per non dimenticare: una sorta d’impegno civile. Lo spirito del sito è quello di illustrare un mondo disperso, raccontando con verità la bellezza di una civiltà troppo frettolosamente accantonata, ma anche di presentare le tante zone d’ombra che lo sfruttamento dell’uomo su un altro suo simile ha lasciato nella civiltà contemporanea.

La progressiva scomparsa della civiltà contadina

Dopo l'ultima riforma agraria, avvenuta a cavallo della metà del secolo scorso, si spegne pian piano un capitolo importante della storia dell'agricoltura: c’era stato un periodo lungo molti secoli in cui la maggioranza della popolazione bernaldese visse e lottò esclusivamente per avere maggiori proventi dall'agricoltura. Con il boom economico si passò ad una nuova era, dove l'industrializzazione nella valle del Basento e a Taranto, e il terziario, divennero i principali sostegni dell'economia avanzata. Nelle nostre campagne, a lungo andare, il cambiamento si è notato, provocando una grave crisi di crescita che fatalmente ha penalizzato molti sani valori facenti parte di quel grandioso mondo, regolato da leggi non scritte, che viene da noi indicato come "civiltà contadina". Noi uomini che viviamo nell’era tecnologica facciamo fatica a comprendere il significato della trebbiatura del grano, il momento del raccolto, il frutto delle fatiche, delle ansie e delle speranze di un intero anno di lavoro dei contadini; non abbiamo idea dell'intera atmosfera che caratterizzava quelle importantissime giornate all'interno delle comunità. La raccolta e l’esposizione di alcuni oggetti, provenienti dall’uso quotidiano, dalla vita di tutti i giorni dei contadini, reperiti a fatica da alcuni bernaldesi, vanno dai bracieri alle chiavi, dagli aratri ai collari in legno per bovini o per ovini. Tale presentazione è stata esposta al pubblico in occasione della festa estiva, chiamata “Tiro alla Papera”ed è servita proprio a far scoprire e rivivere le tracce di un passato che non tornerà.

Gli oggetti e gli attrezzi di lavoro avevano già cominciato a subire la lenta distruzione del tempo, perdendo il loro originario valore per acquistarne un altro: quello di proporsi come memoria storica visiva, seppur schiacciati dagli oggetti di consumo, che rappresentano un mondo di promozione sociale. Ci si augura che l’osservatore attento, guardando le fotografie, vi ritrovi qualcosa che ha invano cercato e che credeva perduto!

 
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